This website uses cookies so that we can provide you with the best user experience possible. Cookie information is stored in your browser and performs functions such as recognising you when you return to our website and helping our team to understand which sections of the website you find most interesting and useful.
Che cos’è il Metodo Vibrazionale
Il Metodo Vibrazionale è un percorso di consapevolezza e crescita attraverso lo studio, la ricerca e l’insegnamento della relazione tra l’Uomo e la Vibrazione.
Vibrazione intesa come il suono della voce o di uno strumento, come le onde elettromagnetiche del nostro corpo o la vibrazione di un’emozione, ma in generale come oscillazione dell’energia in quanto manifestazione di tutto l’esistente.
Tutte e tre branche applicazione mirano al raggiungimento di una maggior consapevolezza e ad un conseguente miglioramento di:
- voce;
- corporeità;
- sfera psichica;
- vissuto emozionale;
- potenzialità creative ed artistiche;
- relazione autentica col movimento;
- relazione vibrazionale col tutto;
La capacità di ascoltare è la madre di tutte le altre capacità:
dell’apprendimento,
del linguaggio,
della relazione,
degli affetti,
della memoria,
dell’intelligenza
e perfino dell’identità personale
e della salute psicofisica.(A. Tomatis)
Come nasce il Metodo Vibrazionale
La nascita del Metodo Vibrazionale la si deve alle ricerche del suo fondatore, Manolo Rivaroli, che ha saputo mettere in connessione sinergica, ampliandone la prospettiva, diversi metodi didattici e discipline corporee, nonché una visione dell’essere umano sia moderna che tradizionale, creando un metodo a se stante suddiviso in tre diverse discipline.
I principi su cui si basa il Metodo Vibrazionale
1° principio del Metodo Vibrazionale
La laringe rappresenta l’anello di congiunzione di tutte le funzioni dell’organismo, in quanto valvola respiratoria, centro energetico ed organo fonatorio irrinunciabile.
2° principio del Metodo Vibrazionale
Il canto (e l’utilizzo in generale della voce, in maniera sana e funzionale) è una funzione biologica indispensabile per lo sviluppo completo (psico-fisico-emozionale) dell’uomo.
3° principio del Metodo Vibrazionale
Colonna Vertebrale, sentieri neuro-artro-osteo-mio-fasciali e Meridiani sono le vie preferenziali lungo cui vibrazione ed energia scorrono.
4° principio del Metodo Vibrazionale
La sensorialità sottile (propriocezione profonda) è la chiave di accesso più preziosa per connettersi sia alla nostra più autentica e sana vocalità (grandissima parte degli organi che partecipano alla fonazione sono innervati dal SN Parasimpatico), sia ad una motricità funzionale.
5° principio del Metodo Vibrazionale
La qualità di una voce e lo stato di salute dell’apparato fonatorio, si riconosce dall’organizzazione dei quattro parametri della voce, in particolare dal rapporto armonico e funzionale tra di essi.
6° principio del Metodo Vibrazionale
La catena dei diaframmi (3 quelli del respiro, 7 quelli principali della voce, 7 quelli secondari della voce ed oltre 100 quelli della vibrazione) è la mappa vibrazionale del corpo.
7° principio del Metodo Vibrazionale
Il Dan Tian è il baricentro dell’uomo; il Dan Tian (chiamato anche Pavimento Pelvico, Core, 1°/2° Chakra, etc.) è il baricentro fisico, strutturale, fasciale, cinetico ed energetico di ogni essere umano, ma anche centro irrinunciabile per una corretta respirazione e fonazione.
8° principio del Metodo Vibrazionale
Scienza e soggettività non si escludono più, non sono più incompatibili; la ricerca scientifica del secolo scorso ci ha insegnato che una rappresentazione completa della realtà che ci circonda, e a cui apparteniamo, deve necessariamente comprendere anche l’osservatore.
9° principio del Metodo Vibrazionale
L’universo è un immenso campo vibratorio; le più recenti scoperte scientifiche confermano ciò che antichissime culture hanno sempre sostenuto: l’Universo è un immenso campo vibratorio nel quale innumerevoli dimensioni si compenetrano, esplicandosi olograficamente in quella che noi definiamo “realtà”.
10° principio del Metodo Vibrazionale
L’Essere Umano è un Unicum: non c’è separazione tra Corpo, Mente e Spirito, come non c’è separazione tra noi e gli altri, e non c’è separazione tra noi e ciò che ci circonda. La vibrazione che è alla base del tutto, è la chiave per connettersi a questa unità.
11° principio del Metodo Vibrazionale
Auto-guarigione e auto-organizzazione sono capacità innate dell’uomo, di tutte le sue funzioni psicofisiche e di tutte le istanze del suo essere.
Il Metodo Vibrazionale è suddiviso in tre discipline
Il Training Funzionale Vocale e Strumentale™ (TFVS)
Il TFVS è la branca del Metodo Vibrazionale si rivolge sia all’ambito vocale sia alla funzionalità corporea durante la pratica musicale strumentale.
Il TFVS è:
- un percorso di sviluppo vocale (per cantanti, attori, professionisti della voce);
- un cammino di crescita nella pratica strumentale;
- una possibilità di conoscersi in profondità attraverso il suono, la vibrazione e l’energia sonora.
Attraverso l’approfondimento della comprensione delle relazioni tra sistema nervoso sensoriale e suono, il TFVS ha condotto ad un nuovo approccio didattico alla produzione vocale e strumentale, permettendo di cantare, recitare ed usare la voce, con leggerezza e libertà, su di un’ampia estensione e con esiti qualitativi indipendenti dall’età. Il TFVS consente inoltre di suonare senza tensioni, permettendo al corpo intero di entrare in risonanza con lo strumento e l’ambiente in sui si suona.
La Meditazione Vibrazionale™,
La Meditazione Vibrazionale™, diretta emanazione del Metodo Vibrazionale è un’esperienza di gruppo in cui la pratica meditativa e le pratiche e fisico-energetiche vengono accompagnate ed amplificate dall’ascolto di vibrazioni e di strumenti musicali specifici (come gong, campane tibetane, tamburi sciamanici, sonagli etc), da esperienze tattili, olfattive, cinestetiche e sensoriali in genere, e da indicazioni specifiche per ogni tema affrontato.
Scopo della Meditazione Vibrazionale™
- Portare ogni partecipante a sentire e quindi riconoscere dentro e fuori di sé la propria (ed altrui) energia, imparare poi a sentirne il flusso all’interno del corpo ed il suo manifestarsi in specifiche parti (piuttosto che in altre) con determinate caratteristiche;
- Imparare a riconoscere i propri blocchi energetici, emotivi e somatici e quindi avviarsi lungo il cammino della loro risoluzione;
- Imparare ad accrescere e raffinare l’energia del nostro essere;
- Spegnere il chiacchiericcio continuo della mente di superficie che perennemente rimugina sul passato o si rivolge ad un futuro ipotetico, senza riuscire ad acquietarsi e farci vivere in armonia col presente;
- Lasciare quindi affiorare quella che possiamo definire la mente profonda, il Sé o il Silenzio Interiore, in cui tutto diventa percezione ed esperienza vitale.
I Trattamenti del Metodo Vibrazionale
I Trattamenti del Metodo Vibrazionale sono la branca di lavoro del Metodo Vibrazionale che si occupa del benessere in senso più stretto del termine: trattamenti, massaggi e terapie vibrazionali.
I Trattamenti del Metodo Vibrazionale consistono in sedute individuali finalizzate a:
- sciogliere tensioni fisiche e muscolari;eliminare i blocchi emozionali;
- riequilibrare energeticamente il corpo fisico, il corpo sottile e la mente;
- riequilibrare le funzioni vegetative (respiratoria, sanguigna, linfatica, nervosa etc);
Un approfondimento sui vari tipi di Trattamenti del Metodo Vibrazionale
Principali influenze del Metodo Vibrazionale
Il Metodo Vibrazionale, occupandosi dell’uomo come unità, per giungere ad una visione più completa possibile, ha messo in connessione sinergica diverse discipline, metodi, ricerche e teorie.
Il Metodo Tomatis
L’audio-psico-fonologia, meglio conosciuta come Metodo Tomatis deve il suo nome all’ otorinolaringoiatra A. Tomatis, secondo il quale, ascoltare è un processo che investe l’organismo nella sua globalità psicocorporea.
A differenza dell’udire, che è una funzione di sopravvivenza (udiamo un pericolo, un richiamo “sociale” o un suono funzionale ad un bisogno), l’ascoltare è un atto volontario teso a ritrovare ciò che vogliamo sentire, ciò a cui si rivolge la nostra attenzione. Approfonditi studi e ricerche confermeranno questa capacità dell’orecchio che chiamerà “zoom uditivo”.
L’orecchio non viene più considerato due unità separate. Tomatis è il primo a considerarla una singola “unità funzionale psico-corporea” derivata dall’interazione di tre funzioni:
- uditiva (quindi sensoriale);
- labirinto vestibolare (funzionale all’equilibrio, sia in movimento che nella posizione statica);
- energetica (“dinamizzante” degli stimoli sonori sulla corteccia cerebrale).
Secondo Tomatis lo sviluppo dell’ascolto è collegato allo sviluppo psico-corporeo individuale (immagine corporea e del Sé junghiano) e all’acquisizione del linguaggio.
Le tre leggi dell’audio-psico-fonologia
Tomatis enunciò quindi le tre leggi fondamentali dell’audio-psico-fonologia, confermate poi da centinaia di esperimenti:
- la voce emessa da una persona contiene solo le frequenze che l’orecchio è in grado di ascoltare;
- se si interviene correggendo le frequenze alterate, migliora l’emissione vocale;
- la correzione può avvenire mediante la stimolazione con l’”orecchio elettronico”.
Il Metodo Vibrazionale integra nella sua ricerca le tre leggi dell’audio-psico-fonologia.
Un approfondimento su Alfred Tomatis
Il Canto Funzionale
Ispirandosi alle ricerche di Alfred Tomatis, Moshe Feldenkrais e Valborg Werbeck-Svärdström, il lavoro di ricerca del Canto Funzionale, trae i suoi spunti originari dalla pedagogia e dalle ricerche di P. Jacoby, E. Rabine, G. Rohmert e W. Rohmert, con l’obiettivo di dare attuazione pratica alle più recenti scoperte scientifiche in ambito vocale.
Quando nasce
Il progetto (iniziato nel 1979 presso il dipartimento di ergonomia del Politecnico di Darmstadt) partì dallo studio del corpo umano, analizzato con l’ausilio di diverse tecniche di misurazione acustica e fisiologica allo scopo di comprendere i processi in atto nel cantare, nel parlare e nel suonare.
Il lavoro dell’Istituto si concentrava inoltre sullo studio degli effetti di svariate tecniche corporee sul suono vocale. Si giunse così a definire le caratteristiche di una funzione laringea sana e naturale.
Principi fondamentali
Concetto fondamentale del metodo è la stimolazione in luogo della manipolazione: poiché gran parte della muscolatura primaria coinvolta nella fonazione è innervata dal sistema nervoso parasimpatico, e poiché l’emisfero del cervello che si occupa della musica è il destro, non è possibile attuare nessun tipo di manipolazione finalizzata ad una reale, profonda e soprattutto duratura educazione vocale (il comando volontario non ha effetto sul sistema nervoso autonomo).
La stimolazione sensoriale viene effettuata in un ambiente rilassante e di fiducia, per non stressare l’organismo attivando di conseguenza il sistema nervoso simpatico. In questo modo può interagire sia con l’emisfero destro, sia col Sistema Nervoso Parasimpatico.
Il Canto Funzionale punta quindi ad usare la giusta stimolazione affinché il sistema vocale possa “auto-educarsi” in maniera migliorativa, orientandolo a specifiche istanze:
- Equilibrio funzionale tra i parametri vocali (suono fondamentale, vocale, vibrato e brillantezza);
- Distinte caratteristiche vocali (estensione, libertà nell’uso dei registri, facilità nell’intonazione).
Il Training Funzionale Vocale e Strumentale (TFVS), branca del Metodo Vibrazionale, può essere considerato un’evoluzione del Canto Funzionale.
Alcuni approfondimenti sul Canto Funzionale:
E tra i metodi che hanno ispirato il Canto Funzionale:
Il Metodo Feldenkrais
Il Metodo Feldenkrais è un metodo di auto-educazione attraverso il movimento, sviluppato dallo scienziato, fisico, ingegnere e cintura nera di judo, M. Feldenkrais, considerato, per le sue scoperte, pioniere dell’educazione somatica.
Si basa su:
- fare esperienza dei propri schemi motori;
- prendere consapevolezza dei propri movimenti;
- espandere la consapevolezza di sé nell’ambiente attraverso il movimento.
Elemento indispensabile sono le CAM (Consapevolezza Attraverso il Movimento) costituite da sequenze di semplici ma precisi movimenti che coinvolgono ogni parte del corpo, e soprattutto dall’ascolto profondo delle sensazioni che essi suscitano.
La fase immediatamente successiva è lo sviluppo di nuovi modi di muoversi, atteggiarsi e percepirsi, sempre più fluidamente e quindi liberi dai cosiddetti movimenti parassitari (movimenti, contrazioni muscolari e blocchi respiratori, involontari; assolutamente inutili, ma presenti e limitanti per la corretta postura e attura).
Attraverso quindi un approccio che mette al centro la sensorialità, il metodo si propone di mettere la persona in grado di guidare il proprio apprendimento potenziando la funzionalità del cervello e del sistema nervoso e agendo positivamente sia sulla postura sia sulla coordinazione, flessibilità e fluidità di movimento.
Nel Metodo Vibrazionale il principi del Metodo Feldenkrais sono sempre rispettati.
Un approfondimento sul Metodo Feldenkrais
Il Core-Integration
Il Core-Integration o Core Movement Integration è il risultato delle ricerche e del lavoro del Dr. Josef Dellagrotte (fisioterapista, educatore somatico, insegnante di Taj Chi).
Il Core-integratin è basato:
- sulla consapevolezza corporea (Metodo Feldenkrais);
- sulle fondamenta biomeccaniche di stabilizzazione posturale dinamica di C. A. Richardson;
- Sui principi della scienza somatica (M. Feldenkrais e W. Reich);
- sulle più recenti scoperte sul ruolo della fascia (I. Rolf, T. Myers, L. Stecco).
Il tutto finalizzato a riconoscere il proprio atteggiamento posturale, ad apprendere la trasmissione del movimento e a mantenere quindi una postura ottimale.
Dellagrotte ha individuato i “sentieri primari” del movimento, ovvero 6 sentieri mio-fasciali attraverso i quali, in maniera pura o combinata, è possibile fare qualunque tipo di movimento in maniera efficace ed efficiente. Più si pulisce il movimento e lo si riporta vicino al sentiero puro (o alla combinazione di più sentieri), minor dispendio energetico, e maggior fluidità si avranno. Il metodo si basa sulla corretta relazione dei “sentieri primari” con il “core”, considerato il baricentro del corpo.
Il Core-Integration è parte integrante del Metodo Vibrazionale
La Medicina Tradizionale Cinese (MTC)
La MTC comprende fitoterapia, agopuntura, massaggio “Tui Na”, esercizio “Qi Gong” e nutrizione.
La più antica opera scritta pervenutaci che tratta la MTC risale al II sec. a.C., ma numerosi reperti archeologici hanno dimostrato che veniva utilizzata fin dal 5/6.000 a.C.
Secondo la MTC l’essere umano è una unità e allo stesso tempo parte di un universo (uno) in cui tutti i fenomeni sono ricondotti a delle forze originarie (lo Yang celeste e lo Yin terreno).
L’uomo è a sua volta composto da tre energie (i tre tesori):
- Jing (il corpo, energia Yin, il cui centro è situato nel pavimento pelvico),
- Qi (l’anima, energia neutra, situato nel cuore),
- Shen (lo spirito, energia Yang, situato nella testa).
La principale forma di energia di cui dispone l’uomo è il Qi (soffio vitale, vibrazione universale) e trova espressione nell’attività dinamica delle altre due polarità opposte e complementari: Jing e Shen. Lo scambio continuo tra componenti diversi è il fenomeno stesso della vita.
I Meridiani
Nell’uomo l’energia scorre nei cosiddetti meridiani:
- 12 Jing Mai (meridiani principali) – disposti simmetricamente nel corpo e associati ad un organo o ad un viscere, sono la struttura portante dell’intero sistema; sovente vengono inclusi anche i due meridiani straordinari centrali (vaso governatore e vaso concezione);
- 12 Jing Bie (meridiani distinti) originantesi dai Jing Mai, penetrano in profonditò nel corpo;
- 8 Ji Jing Ma Mai (meridiani straordinari) fungono da serbatoi di energia;
- 15 + 12 Lo Mai (meridiani trasversali o collaterali) percorsi ausiliari dei meridiani principali;
- 3 meridiani minori Sun Lo, distribuiscono l’energia ad ossa e muscoli;
- 3 meridiani minori Fu Lo, erogano energia alla parte superficiale del corpo;
- 3 meridiani minori Xue Lo, ramificazioni orizzontali dei meridiani anteriori;
- 12 Jing Ji (meridiani tendineo-muscolari) funzionali a alla muscolatura e ai tendini;
- 12 Pi Bu (zone cutanee).
Lungo i meridiani, sulla superficie del corpo, si trovano tutti i punti dell’agopuntura.
Gli Stili Marziali Interni
Per stili marziali interni si intendono quelle discipline marziali cinesi, di origine soprattutto taoista, basate sui principi delle Medicina Tradizionale Cinese.
L’efficacia dell’azione marziale è guidata dallo sprigionarsi della Qi (l’energia) piuttosto che dall’attività muscolare (che invece di essere posta al centro dell’azione, è funzionale allo scorrere dell’energia).
L’allenamento è costituito da meditazione, respirazione ed esercizio fisico. I principi su cui si basano le tre parti dell’allenamento sono:
- stabilità e radicamento (la si raggiunge attraverso la stabilizzazione del Dantian inferiore, situato nel pavimento pelvico, quale baricentro fisico del corpo);
- flessibilità ed elasticità (il corpo deve essere privo di tensioni; ogni movimento deve aspirare alla massima fluidità);
- efficienza, efficacia e consapevolezza del movimento (ogni azione deve rispondere ai principi di efficacia ed efficienza, senza movimenti superflui e rimanendo in ascolto di se stessi e dell’avversario);
- alternanza di pieno e vuoto (pieno (esplosività) e vuoto (distensione) rappresentano l’alternanza dei principi Yin e Yang nell’azione marziale);
- emissione di energia (intesa come: massima efficacia del colpo; trasformazione in azione marziale dei principi sopraelencati; scarico a terra dell’energia dell’avversario senza perdere stabilità e flessibilità). Alcune scuole parlano di vera e propria emissione di energia sotto forma di una specie di elettricità.
Tra le discipline più conosciute in Europa ci sono:
- il Tai Chi,
- il Ba Qua,
- il Qi Gong,
- il Nei Qi Gong,
- il Jing Hua;
- Inoltre anche alcuni sotto stili di Wing-chun sono considerati stili interni.
La Psicologia Junghiana
C.G. Jung, psicologo, psicoterapeuta, antropologo e filosofo, è il padre della “psicologia analitica”: uno strumento per guarire la psiche e armonizzare l’individuo alla vita, cogliendone le potenzialità di espressione e specificità individuale.
Il percorso finalizzato alla realizzazione del sé in relazione all’ambiente viene chiamato percorso di individuazione: un processo che coinvolge tutti gli aspetti dell’uomo, in autonomia dagli stereotipi socio-culturali.
Per Jung la coscienza nasce dall’inconscio (presente ed autonomo fin da subito). Oltre all’inconscio individuale, c’è un inconscio collettivo (realtà oggettiva, a-temporale e trans-personale con leggi e meccanismi indipendenti) che si esprime negli archetipi (concetti e immagini collettive e immutabili che concorrono alla formazione dei simboli e dei miti).
Attraverso l’interpretazione del valore simbolico-archetipico delle fantasie inconsce si può dare avvio a nuove realizzazioni della psiche, riconoscendogli così il carattere aperto al nuovo e non ancorato a ripetere il passato.
La funzione trascendente è la capacità di superare le opposizioni di cui la psiche è costituita, essa opera affinché vi sia l’individuazione. La funzione trascendente proietta l’individuo sul piano dell’inconscio collettivo. Se la coscienza riesce a sviluppare un atteggiamento positivo nei confronti dei simboli, l’individuo può liberarsi del disagio. L’individuo nel differenziarsi da queste matrici collettive e dagli istinti primordiali, può integrare i valori universali custoditi dalla cultura, trovando una modalità personale di attuarli.
Gli Archetipi della psiche
La psiche per Jung si compone di una parte conscia e di un inconscio individuale e collettivo. La dinamica tra le due è alla base del processo di “individuazione”. In questo percorso l’individuo incontra e si scontra con delle organizzazioni inconsce della propria personalità (solo affrontandole egli potrà dilatare maggiormente la propria coscienza):
- La Persona (dal latino “maschera”) è l’aspetto che ognuno di noi vuol rendere noto agli altri.
- L’Ombra rappresenta la parte oscura, gli impulsi istintuali che reprimiamo, ciò che rifiutiamo di riconoscere, ma che influiscono sul comportamento.
- Animus e Anima rappresentano l’immagine femminile (nell’uomo) e quella maschile (nella donna). Si manifesta in sogni e fantasie. È la controparte inconscia della persona (con funzione compensatoria) e offre possibilità creative nel percorso di individuazione.
- Il Sé è il punto culminante del percorso di realizzazione individuale, nel quale si portano a un’unificazione tutti gli aspetti consci e inconsci del soggetto.
L’incontro con W. Pauli
Affascinato dalla fisica quantistica, Jung svilupperà, insieme al premio Nobel W. Pauli, il concetto di sincronicità, concepita quale “il quarto escluso” nel modello di triade della fisica classica: tempo, spazio, causalità e sincronicità.
La sincronicità (dal greco “riunione nel tempo”) è l’espressione di atti creativi nel tempo che manifestano una tendenza naturale alla creatio continua. È basata sulla presenza incombente “nel qui e ora” di un archetipo dell’inconscio collettivo. Nella vita di tutti i giorni la identifichiamo con le coincidenze.
La Psico-somatica di Wilhelm Reich
W. Reich (psichiatra e psicoanalista) vedeva come priorità rieducare le persone e fargli recuperare l’energia vitale partendo dal principio che in ogni individuo rimane sempre una traccia di vita potenziale e di energia residua su cui fare leva.
Padre della medicina psicosomatica, Reich riteneva che nessuna terapia della mente potesse prescindere dalla cura del corpo, poiché alla corazza caratteriale corrisponde sempre una corazza somatica, e la risoluzione dei blocchi psichici poteva avvenire solo insieme alla risoluzione di quelli fisici.
Per Reich la corazza (lo scudo psico-fisico dietro il quale la personalità si nasconde per proteggere l’individuo) inizia a formarsi nella prima infanzia come risposta del bambino ai limiti che gli vengono posti. Essendo un’utile barriera al dolore, il suo sviluppo è tendenzialmente legato alla quantità di sofferenza prolungata cui è esposto il fanciullo.
Mentre un dolore intenso ma breve può produrre più facilmente un trauma ed una conseguente rimozione, quando questa intensità non è sufficientemente elevata, ma continua, ecco che nasce l’esigenza di proteggersi con una struttura cronica (poiché la psiche si attende che il dolore sia continuo). La corazza ha la tendenza a fossilizzarsi durante la vita trasformandosi da protezione in prigione che limita la libertà e la felicità.
A livello fisico le parti maggiormente coinvolte sono:
- il torace e il diaframma respiratorio (respirazione);
- la laringe e i distretti respiratori (vore e comunicazione)
- il collo, le spalle e la colonna vertebrale (mobilità);
- la zona anale e la muscolatura pelvica (sessualità).
Come la Psico-somatica di Reich, il Metodo Vibrazionale non separa mai il corpo dalla psiche.
Per approfondire la Psico-somatica di Wilhelm Reich
L’Analisi Bioenergetica
Partendo dalle ricerche di W. Reich (suo terapeuta e maestro), A. Lowen (psichiatra e psicoterapeuta) sviluppa l’analisi bioenergetica: il carattere è un’unità psico-fisica, un’organizzazione inconscia mentale (meccanismi psicologici di difesa) e corporea (contrazioni muscolari croniche che danno forma alla postura e alla qualità della respirazione). È la corazza di Reich.
Lowen osservando i messaggi corporei ad essa collegati (contrazioni muscolari, riduzioni/modificazione di motilità, vitalità e respirazione, cambiamenti della voce), arriverà a una comprensione più profonda delle dinamiche individuali.
Queste manifestazioni e le emozioni collegate, rappresentano uno strumento importante quanto il materiale verbale e l’interpretazione dei sogni.
Per Lowen la salute vibrante è la capacità di respirare liberamente, di aprirsi al movimento, alle sensazioni ed emozioni connesse, al contatto tra il Sé psico-corporeo e la realtà sociale. Il tutto nel qui ed ora.
Attraverso ciò il paziente entra in contatto con le proprie radici, la realtà interna, la visceralità delle emozioni, la sessualità. Senza ciò può perdersi nelle proprie illusioni, attuando un comportamento disfunzionale.
La Plasticità Neuronale
WORK IN PROGRESS
I Neuroni Specchio
WORK IN PROGRESS
La teoria Polivagale
WORK IN PROGRESS
La Psico-Neuro-Endocrino-Immunologia
Fino a pochi decenni fa i sistemi endocrino, nervoso e immunitario erano concepiti come separati e si riteneva che le risposte immunitarie in vivo avvenissero in modo identico a quelle in vitro, che gli ormoni avessero solo effetti endocrino-metabolici e che il sistema immunitario intervenisse solo nella induzione delle diverse risposte immunitarie.
Le scoperte che dimostrarono l’esistenza di una relazione e di una reciproca influenza tra sistema immunitario e sistema neuro-endocrino furono essenzialmente due:
- B.D Jankovic, K. Isakovic & S. Petrovic del 1970 dimostrarono come l’asportazione della ghiandola pineale induce immunodepressione.
- H. Besedovsky et al. del 1975 dimostrarono che le cellule immunitarie attivate dall’antigene producono fattori (poi identificati come citochine) in grado di stimolare la secrezione di cortisolo che a sua volta inibiva un’eccessiva risposta immunitaria, proteggendo quindi l’organismo da possibili reazioni autoimmunitarie.
Successivamente W. Pierpaoli e G.J.M. Maestroni integrarono tra loro queste scoperte identificando nella ghiandola pineale il regolatore centrale fondamentale psico-neuro-endocrino del sistema immunitario.
P. Lissoni nel 1995 pubblica uno studio sulle terapie immuno-neuro-endocrine applicate a casi di tumori endocrini, in grado di agire simultaneamente su meccanismi endocrini e immunitari.
La strategia, è stata la somministrazione di citochine in grado di indurre effetti sia endocrini che immunitari e/o neurormoni con proprietà immunomodulanti (oltre che neuroendocrina).
Il Metodo Vibrazionale sta integrando le ricerche della PNEI con le ultime scoperte delle neuroscienze e la visione quantistica della realtà.
Alcuni approfondimenti in merito:
La Terapia Craniosacrale
Il massaggio craniosacrale è una tecnica olistica che si attua tramite un tocco leggero sulle ossa craniche, sulla colonna vertebrale e su altre parti del corpo.
Consiste nel semplice tocco o in leggerissime manipolazioni (quasi impercettibili per il paziente), attraverso cui l’operatore interagisce con l’impulso ritmico craniale del liquor encefalorachidiano, e quindi col sistema nervoso.
Il massaggio nasce nei primi anni del XX secolo (in ambiente osteopatico), quando venne teorizzata l’esistenza di un movimento delle ossa craniche guidato dal ritmo del Liquor. Tale ipotesi venne provata e ed empiricamente dimostrata solo nel 1975.
Due sono le scuole di pensiero o approcci metodologici all’interno del mondo craniosacrale:
- Il primo è quello bio-meccanico che si focalizza specificatamente su eventuali anomalie in tale ritmo (o meglio “ritmi”), cercando di riequilibrarle col tocco.
- Il secondo è quello bio-dinamico, atto a stimolare la forza della salute e della vitalità attraverso il semplice ascolto e l’entrare in “simbiosi” con tali ritmi.
Le ricerche del Metodo Vibrazionale sono approdate allo sviluppato del Trattamento Craniosacrale Vibrazionale
Lo Yoga
Lo yoga (dal sanscrito unione, intesa tra corpo e mente) è una disciplina che coinvolge il corpo e la mente, la postura ed il respiro. Le origini le rintracciamo nei Veda (testi sacri dei popoli arii, risalente a circa 4.000 anni fa).
È un percorso psico-fisico, talvolta spirituale, che si può intraprendere per:
- riequilibrare la respirazione;
- riabilitarsi;
- acquietare la mente;
- ridurre lo stress.
È costituito da:
- esercizi fisici (asana);
- esercizi respiratori (pranayama);
- pratiche meditative (Vipassana, Yoga Nidra, Kundalini ecc.).
È parte integrante della medicina tradizionale indiana, l’Ayurveda, secondo la quale l’uomo è composto da una parte materiale e una immateriale, e il suo benessere dipende dall’interazione di questi due aspetti.
Sistema dei Chakra
Da millenni Yoga e Ayurveda, studiano i disturbi emotivi, psichici e fisici in relazione all’energia che fluisce nel nostro corpo e che trova nei chakra i suoi centri energetici.
Il termine chakra (dal sancrito ruota o disco) si riferisce a dei centri energia in relazione a corpo, mente, emozioni e spiritualità. Si suddividono in 7 maggiori e 108 minori. Ogni squilibrio o blocco in un chakra è causa di disturbi e malesseri. Questi i 7 chakra maggiori a partire dal basso:
- I°, Muladhara
Localizzato su coccige e perineo, governa: intestino crasso, genitali, gambe, parti solide del corpo; vitalità e sopravvivenza.
Colore: rosso.
Elemento: terra. - II°, Svadhistana
Risiede nell’addome è correlato a: ovaie, genitali, fondoschiena sistema circolatorio, reni, vescica; sensazioni, emozioni, piacere e sessualità.
Colore: arancio.
Elemento: acqua. - III°, Manipura
Localizzato nel plesso solare, governa l’apparato digerente. É il chakra della volontà, dell’azione e dell’autorealizzazione.
Colore giallo.
Elemento fuoco. - IV°, Anahata
Si trova nel cuore. Governa gli organi e gli arti che si trovano in prossimità; è il chakra dell’amore, delle relazioni e della compassione.
Colore: verde.
Elemento: aria. - V°, Vishuddha
È il chakra della gola, governa: trachea, laringe, naso, orecchie, tiroide, mani e braccia; espressione, comunicazione, udito e telepatia. Controlla l’energia e regola l’equilibrio tra la parte fisica e quella spirituale. Colore: turchese/azzurro.
Elemento: suono/vibrazione. - VI°, Ajna
Situato tra le sopracciglia, governa: occhi, orecchie, ipofisi, sistema ormonale e nervoso centrale; intuizione, immaginazione e spiritualità.
Colore: indaco.
Elemento: luce. - VII°, Sahasrara
Situato alla sommità della testa è responsabile del corretto funzionamento della corteccia cerebrale e della ghiandola pineale. Governa il pensiero, la conoscenza, la consapevolezza, il potere della trasmutazione.
Colore: viola.
Elemento: il pensiero.
Alcuni approfondimenti:
La Meditazione
La meditazione (dal latino riflessione) è una pratica finalizzata ad acquietare il chiacchiericcio mentale di sottofondo. Lo scopo in alcuni casi è religioso/spirituale, in altri filosofico, in altri ancora è il miglioramento delle condizioni psicofisiche personali.
Questa pratica, in forme differenti, è riconosciuta da secoli e millenni, come parte integrante di tutte le principali religioni e tradizioni. La più antica fonte letteraria che tratta di meditazione sono le Upanisad induiste (IX sec. a.C.).
Nell’ambito della psicosintesi (prassi psicologica sviluppata da R. Assangioli) la meditazione è definita come uno stato della coscienza ottenuto in due modi:
- “meditazione riflessiva”, mediante l’indirizzamento volontario della nostra attenzione verso un determinato oggetto;
- “meditazione recettiva” mediante la completa assenza di pensieri, lasciando riposare la mente nella cosiddetta talità (dal sanscrito “autentica natura della realtà”) che nello sciamanesimo tolteco viene chiamata “silenzio interiore”.
Oggetto di studio scientifico a partire dagli anni ’70 del ‘900, è stato ampiamente dimostrato che la meditazione riduce depressione, rabbia, ansia e affaticamento, stimola il sistema immunitario e migliora le prestazioni fisiche e la creatività.
Le tecniche di Meditazione tradizionale sono centinaia, a queste vanno aggiunte quelle moderne.
Spesso, anche all’interno dei gruppi di meditazione si fa grande confusione tra meditazione e visualizzazione, due pratiche molto diverse e talvolta antitetiche.
Il Metodo Vibrazionale ha sviluppato la Meditazione Vibrazionale™
Lo Sciamanesimo
Lo Sciamanesimo è un insieme di conoscenze, pratiche religiose e rituali, tecniche meditative, di guarigione e di consapevolezza, riscontrabili in numerosissime culture e tradizioni presenti in tutto il mondo.
La parola sciamano deriva dal tunguso “saman” ovvero “colui che conosce”. È la pratica spirituale più antica conosciuta dall’uomo, caratterizzata da tratti comuni presenti in tutte le parti del mondo, ma allo stesso tempo flessibile e adattata a diversi luoghi ed epoche. Nasce probabilmente in Siberia (circa 30.000 anni fa) e si diffonde in tutti i continenti.
Lo sciamano è il ponte tra il mondo terreno ed ultraterreno. Scopo ultimo è la conoscenza, intesa come visione pura e incondizionata della realtà. In questo percorso, è di fondamentale importanza il silenzio interiore, il riposo della mente, passo imprescindibile per affrontare i 4 avversari che si incontrano lungo il cammino:
- la paura,
- la lucidità,
- il potere,
- e la vecchiaia – l’unico avversario invincibile.
Comune in quasi tutte le forme di sciamanesimo è l’acquisizione di due distinte capacità:
- l’Arte del Sogno – il dominio sui propri sogni fino ad arrivare alla consapevolezza che anche la veglia è sogno;
- l’Arte dell’Agguato – la capacità di essere presenti e consapevoli di tutto ciò che ci circonda come facente parte di un unico grande disegno.
Il viaggio sciamanico
Le fasi caratteristiche del viaggio sciamanico (finalizzato alla conoscenza o alla risoluzione di un problema altrui o sociale) sono:
- la trance – stato psichico alterato raggiunto con pratiche meditative, con musica, canti e danze o con l’assunzione piante psicotrope;
- la metamorfosi – la trasformazione in sogno, spesso nell’animale che protegge lo sciamano;
- il combattimento – fisico, onirico o simbolico – contro gli spiriti negativi, le proprie paure o i propri avversari;
- il ritorno – il rientro dal viaggio con la soluzione al problema o con una nuova consapevolezza.
Un’altra caratteristica che accomuna tutte le pratiche sciamaniche è l’uso della voce da parte dello sciamano nei suoi cerimoniali, talvolta da solo, talvolta accompagnato dai presenti, altre volte con l’uso di strumenti.
Partendo da diverse pratiche meditative tradizionali e percorsi sciamanici autentici, il Metodo Vibrazionale ha sviluppato la Meditazione Vibrazionale
La Sinergetica di Hermann Haken
Il termine sinergetica è stato introdotto da H. Haken (fisico e matematico tedesco) per denotare la scienza dei sistemi complessi (composti da più sottosistemi in mutua interazione).
Chiamata anche ”scienza degli effetti combinati”, la sinergetica studia come dei sottosistemi interagiscono per produrre strutture spaziali, temporali o funzionali su scale macroscopiche.
Nella chimica
Il termine ‘sinergismo è stato usato fin dall’inizio del XX secolo in chimica per designare l’azione combinata di due sostanze chimiche diverse, quando questa risulta maggiore della somma delle azioni indipendenti delle due sostanze.
Nelle scienze cognitive
Nello stesso periodo, è stato usato anche nell’ambito delle scienze cognitive: in particolare nella psicologia della Gestalt che ha opposto la percezione di forme globali alla frantumazione in atti di apprendimento elementare da ricomporre con procedure di sintesi.
L’investigazione dei sistemi complessi era già attiva dagli anni ’20 del XX secolo.
La sinergetica di Haken
Haken utilizzò il termine sinergetica per la prima volta nel 1972, caratterizzandone il campo d’indagine che traeva la sua origine dai dibattiti aperti nel mondo scientifico dal conflitto fra la termodinamica dei sistemi chiusi (che predice l’aumento del disordine attraverso l’aumento progressivo dell’entropia) e la teoria evoluzionistica (che implica l’emergenza di strutture sempre più ordinate).
La sinergetica nella visione di Haken, non introduce leggi fisiche nuove, ma prende atto che qualunque descrizione scientifica è limitata e non coglie l’essenza delle cose, pertanto ha un ambito di validità circoscritto poiché sia la descrizione microscopica sia quella macroscopica si lasciano sfuggire il ruolo delle mutue interazioni che determinano il prevalere di una struttura ordinata al di là di una soglia critica.
Il fatto che si prescinda dalla struttura dei singoli individui per focalizzare il ruolo delle interazioni dà un carattere di universalità a questa descrizione, che risulta in tal modo applicabile nei contesti più diversi: fisica, chimica, biologia, economia, sociologia, linguistica, ecc.
La sinergetica di Haken è stata uno degli strumenti con cui il Metodo vibrazionale è riuscito ad integrare diversi metodi nel complesso sistema uomo.
Principi di Fisica Quantistica
La fisica quantistica è la teoria che descrive il comportamento della materia a livello sub-atomico.
Gli atomi erano considerati i costituenti fondamentali della materia fino al 1874, quando vennero scoperti l’elettrone ed il nucleo atomico (caricato positivamente, circondato da elettroni carichi negativamente). Secondo le teorie classiche l’atomo avrebbe dovuto collassare, invece la materia era ed è stabile.
A cavallo tra ‘800 e ‘900 lo studio dell’effetto fotoelettrico suggerì che la radiazione elettromagnetica avesse il duplice comportamento ondulatorio-corpuscolare durante l’interazione con la materia.
Nel 1905 A. Einstein ipotizzò che la luce trasportasse particelle, i fotoni, la cui energia è direttamente proporzionale alla frequenza d’onda corrispondente.
L. De Broglie nel 1924 ipotizzò che tutta la materia manifestasse lo stesso dualismo.
Con l’esperimento della doppia fenditura, C. Davisson e L. Germer, poi R. Feynman, dimostrarono l’esistenza del dualismo onda-corpuscolo, della materia e delle radiazioni elettromagnetiche.
I principi basilari della fisica quantistica e le loro implicazioni col Metodo Vibrazionale
PRIMO PRINCIPIO
Sia la luce che le particelle costituenti gli atomi sono costituite da quanti (minuscoli concentrati di energia) dalla duplice natura: ondulatoria/corpuscolare.
L’aspetto innovativo e illuminante di questa scoperta è che tutto l’universo (noi compresi) è formato da particelle che sono simultaneamente onda (quindi vibrazione, suono) e materia.
SECONDO PRINCIPIO
Il principio di complementarità di N. Bohr, secondo il quale i due aspetti, corpuscolare e ondulatorio, non possono essere osservati contemporaneamente perché si escludono a vicenda, poiché il tipo di esperimento determina il comportamento delle particelle in esso coinvolte.
Ciò ci insegna che l’osservatore non può essere escluso dall’oggetto dell’osservazione poiché ne è sempre parte.
TERZO PRINCIPIO
Il principio di indeterminazioni di Heisenberg secondo il quale non è possibile conoscere simultaneamente la velocità e la posizione di una particella quantistica; quanto maggiore è l’accuratezza nel determinarne la posizione tanto minore è la precisione con la quale si può accertarne la velocità e viceversa.
L’indeterminazione non dipende da limiti strumentali, ma è una caratteristica intrinseca della materia. Oltre a posizione e velocità, il principio pone limiti anche alla misura simultanea di altre grandezze come ad esempio energia e tempo.
Tale aspetto produce conseguenze (verificate in laboratorio) del tutto incompatibili con la nostra esperienza ordinaria, infatti, il grado di indeterminazione esistente tra energia e tempo fa si che delle particelle (ad esempio una coppia elettrone-positrone), possano emergere dal nulla per una frazione infinitesimale di secondo, prima di svanire nuovamente.
QUARTO PRINCIPIO
Il Fenomeno dell’entaglement: se due particelle si fanno interagire per un certo periodo e vengono poi separate, quando si sollecita una delle due in modo da modificarne lo stato, istantaneamente si manifesta sulla seconda una analoga sollecitazione a qualunque distanza si trovi rispetto alla prima.
Tale fenomeno viola il “principio di località” per il quale ciò che accade in un luogo NON può influire immediatamente su ciò che accade in un altro.
Tale principio ci porta a riconoscere la connessione con tutto ciò che ci circonda, in particolare con ciò con cui entriamo in contatto.
Senza la Fisica quantistica il Metodo Vibrazionale non avrebbe ragione di esistere.
Il metodo Vibrazionale è stato sviluppato seguendo i principi della tradizione mediterranea e arricchito delle tradizioni i cui principi ad essa si armonizzano e delle più recenti scoperte scientifiche.
La Metodo Vibrazionale® è un marchio registrato presso la Camera di Commercio.
Solamente operatori certificati possono guidarne la pratica (dopo un minimo di cinque anni di formazione) o insegnarla (dopo un minimo di sette anni di formazione) .
Si è deciso di preservarne l’integrità per non confonderlo con le innumerevoli pratiche di derivazione new-age.
