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In molti tra i più antichi miti cosmogonici, che descrivono la nascita dell’universo, l’origine della creazione è nel suono. I miti di fondazione narrano per esempio di come, prima di divenire tangibile e visibile, il mondo fosse in origine pura materia acustica e che l’essere umano stesso fosse fatto di tale materia.
Nelle civiltà antropologiche arcaiche, grande valore viene attributo a colui che ode le voci e presta l’orecchio alla Madre, perché può ancora udire la materia originale che ha dato vita al cosmo. L’orecchio stesso è una struttura simbolica, fatto di labirinti e spirali. Nel suo interno possiamo ancora udire la prima vibrazione, la scintilla che produce il primo suono.
Il parto sonoro nei miti di fondazione
In altrettanti miti la creazione è descritta come un parto sonoro. Come nel mito, la musica viene partorita da una prima vibrazione, che, attraverso il canto, si propaga, si amplifica, si espande fino ad elevare le proprie frequenze. Gli dei vengono fecondati essi stessi dal suono, partorendo elementi di un mondo che si va via via costituendo.
Il musicologo e mitologo Marius Schneider, che dedicò la vita al tentativo di ricomporre la mitologia arcaica fondata sul suono, in La Musica Primitiva (1960) scrive: «Cantando tra sé e sé, gli dei realizzano la partenogenesi, caratteristica degli inizi della creazione».
Alla base di questi miti di fondazione, c’è un principio pedagogico imprescindibile per chi canta o parla: lasciarsi informare e, quindi, lasciarsi fecondare dal suono.
Il bacino del Mediterraneo e l’India
Anche nelle civiltà del Mediterraneo, la voce entra nel mito. Cantori come Orfeo erano capaci di cambiare lo stato di chi lo ascoltava. Ninfe, benevole o malevole, attraevano i passanti con voci cristalline, come le acque che abitavano.
Nella cultura induista la voce trova la sua personificazione nella Dea Vāc (voce, parola in sanscrito), le cui parole sono impresse in uno degli inni dei Ṛgveda Saṃhitā, negli antichi testi vedici.
Questa Dea incarna il potere generativo, trasformativo e si definisce come il sostegno vitale per altre divinità centrali del pantheon induista come Agni, Rudra e Varuna.
Conclusioni
Carl Gustav Jung sintetizza la portata di questi miti di fondazione legati alla voce e al suono in una sola precisa frase:
“dalla bocca esce la parola, il segno, il simbolo”.
Immersi nella bellezza del paesaggio della Tenuta di Fassìa (Gubbio, PG), importante centro olistico nel cuore dell’Umbria, saremo a contatto con la natura a trecentosettanta gradi, potendo fruire di un’ampia sala di lavoro e godendo di esperienze all’aria aperta.
Nel corso delle tre giornate si alterneranno:
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Prevedendo attività sia nella splendida “Sala Germogli” che all’aria aperta.
