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Il nostro corpo è ricco di simboli. L’antica arte del tatuaggio ne ha impresso le forme sulla pelle, quasi a voler mostrare all’esterno ciò che si cela all’interno. Naturalmente non stiamo parlando della moda attuale del raffigurare sul corpo improbabili immagini quasi sempre prive di alcun significato simbolico.
In maniera quasi del tutto inconsapevole portiamo dentro di noi un immenso sistema di segni. Questi, misterici e sacri, spesso sono fatti ad immagine e somiglianza delle forme che si trovano in natura. Ci ricordano la nostra origine e fratellanza con il creato e con gli esseri viventi a cui siamo accomunati: minerali, vegetali e animali.
I simboli e la voce
Jung sosteneva che i simboli sono vivi. Se opportunamente stimolati, essi entrano in risonanza nel corpo e nella psiche, si attivano sprigionando energia.
Quando cantiamo, il suono funge da attivatore e da canale di accesso preferenziale ai simboli. Questo è particolarmente evidente nel suono collettivo di un gruppo: i simboli si trovano ad essere condivisi, assieme a tutta l’energia che contribuiscono a sollecitare.
Poiché un simbolo vivo deve racchiudere in sé ciò che di affine esiste in un gruppo umano […], esso deve abbracciare quello che può essere condiviso da tutti i componenti della comunità (Michela Zucca, I tatuaggi della Dea).
Nel corpo molti simboli rimandano al mondo naturale e all’universo del sacro contemporaneamente:
- ali,
- chiome di alberi,
- ramificazioni,
- boccioli,
- fiori;
Ma anche:
- forme spiralizzanti,
- croci,
- labirinti,
- bilance,
- spade ecc.
Il nostro corpo è un tempio, un luogo dove natura e sacro si ritrovano armoniosamente compresenti, amplificando reciprocamente il proprio potere evocativo.
Dalla risonanza tra questi simboli incarnati e afferenti a Madre Natura, si generano grandi stimoli per il canto, per l’improvvisazione e per suono collettivo.
by Donatella Livigni
Immersi nella bellezza del paesaggio della Tenuta di Fassìa (Gubbio, PG), importante centro olistico nel cuore dell’Umbria, saremo a contatto con la natura a trecentosettanta gradi, potendo fruire di un’ampia sala di lavoro e godendo di esperienze all’aria aperta.
Nel corso delle tre giornate si alterneranno:
- esperienze corporee,
- senso-percettive e propriocettive,
- individuali e collettive,
- canti di gruppo,
- improvvisazioni vocali,
- lezioni individuali,
- meditazioni serali.
Prevedendo attività sia nella splendida “Sala Germogli” che all’aria aperta.
