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Canto e Armonia Jazz è la sezione didattica del TrainingFunzionale Vocale e Strumentale che si occupa dello studio della voce e del canto della musica nera americana dal 900 in poi, con particolare riferimento a Gospel, Soul, Blues, Jazz, Bossa Nova.
Tutto ciò per quanto riguarda:
- tecnica vocale,
- linguaggio musicale,
- teoria e armonia musicale,
- improvvisazione.
Lezioni di canto e armonia jazz individuali, corsi di canto e armonia jazz individuali e/o corsi di canto e armonia jazz in gruppo, tutti finalizzati all’acquisizione della tecnica vocale e del linguaggio musicale funzionale al genere e al repertorio scelto.
Musica di lavoro, devozionale, di intrattenimento:
la musica tradizionale delle popolazioni afroamericane degli Stati Uniti possiede una ricca e gloriosa eredità che racchiude la molteplicità della produzione nera.(J. T. Titon)
Il Canto Jazz
Il canto jazz è un’arte che richiede una combinazione di tecnica vocale, conoscenza dell’armonia musicale, capacità di improvvisazione e di interpretazione personale. Le tecniche di canto jazz si sono evolute nel tempo, incorporando elementi di vari generi musicali e sottogeneri di jazz, nonché stili vocali differenti.
Alcune delle tecniche più comuni e importanti nel canto jazz.
Tecniche di Respirazione
La respirazione è la base di qualsiasi tecnica vocale. Respirazione diaframmatica, lombare e pelvica, appoggio e sostegno sono elementi imprescindibili nello studio della voce.
Tecniche di Riscaldamento
Prima di cantare, è fondamentale riscaldare la voce per evitare danni alle corde vocali. Gli esercizi di riscaldamento sono numerosissimi e variano in base alla persona, al suo livello di consapevolezza vocale, alla preparazione e al tipo di repertorio.
Questo aiuta a rilassare le corde vocali e a migliorare la flessibilità vocale.
Tecniche di Improvvisazione
L’improvvisazione è una delle caratteristiche distintive del canto jazz. Questa tecnica richiede una buona conoscenza dell’armonia musicale (scale e accordi), nonché la capacità di creare melodie spontanee.
Nel cosiddetto scat singing si utilizzano sillabe per creare frasi melodiche improvvisate. Questo aiuta a liberare la creatività e a migliorare la capacità di improvvisare.
La risonanza
La risonanza della voce è cruciale per essere ascoltati chiaramente senza sforzare le corde vocali. Un buon uso dei risuonatori sovraglottici implica l’uso della maschera e della testa (intesa come risuonatore, da non confondere col registro di testa). Cantare con la maschera aiuta a dirigere il suono in avanti e a creare un tono più presente, mentre quello di testa le dona una qualità più intima.
Tecniche di Articolazione
L’articolazione chiara delle parole è essenziale nel canto jazz, soprattutto nei generi come il blues e il soul ed in particolare per le improvvisazioni. Gli esercizi di articolazione possono includere la ripetizione di scioglilingua e l’uso di vocalizzi specifici per migliorare la precisione delle consonanti e delle vocali.
Tecniche di Interpretazione
L’interpretazione è ciò che distingue un buon cantante da un grande artista. Nel canto jazz, è importante saper trasmettere emozioni e raccontare una storia attraverso la musica
Tecniche di Swing
Lo swing è un elemento fondamentale del jazz, che si riferisce al ritmo e alla sensazione di movimento nella musica. Per padroneggiare lo swing è importante lavorare sulla suddivisione ritmica e sull’accentuazione delle note. Un esercizio utile è il “swinging scales”, dove si cantano le scale con un ritmo swing, accentuando le note deboli e forti.
Effetti Vocali
Gli effetti vocali sono un elemento distintivo del canto jazz. Questi possono includere il falsetto, il belting, il soffiato (aritenoideo). Ogni effetto richiede una tecnica specifica e una buona padronanza della propria voce.
Conclusioni
In conclusione, il canto jazz è un’arte complessa che richiede una combinazione di tecniche vocali e interpretative. Padroneggiare queste tecniche può aiutare i cantanti a esprimere al meglio il loro talento e a connettersi profondamente con il pubblico. Con pratica costante e dedizione, ogni cantante può migliorare le proprie abilità e raggiungere nuovi livelli di eccellenza vocale.
Programma delle lezioni e dei corsi di Armonia e Canto Jazz
Attraverso rilassamento, ascolto, training, esercizi vari e stimolazioni sensoriali verranno affrontati gli argomenti di seguito descritti.
Naturalmente, in base al genere vocale scelto, si approfondiranno specifici temi piuttosto che altri.
TECNICA VOCALE delle lezioni di canto jazz e dei corsi di canto moderno
1 – Relazione con il Corpo, Relazione con il Suono:
- Percezione tattile/uditiva della vibrazione
- Percezione tattile/uditiva del corpo;
- Percezione tattile/uditiva dell’apparato pneumo-fono-articolo-risonanziale.
2 – Relazione con l’aria:
- Cenni di anatomia;
- L’apparato respiratorio e le sue funzioni;
- Il diaframma e la respirazione diaframmatica;
- La respirazione lombare
- La respirazione pelvica.
3 – Laringe I:
- Cenni di anatomia;
- La laringe e le sue funzioni I;
- Igiene vocale.
4 – Cavità Nasale I:
- Cenni di anatomia;
- La cavità nasale e le sue funzioni;
5 – I principali risuonatori sovraglottici I:
- La cavità nasale come semplice risonatore aereo.
6 – Teoria I:
- Differenza tra registri e risuonatori;
- I parametri del suono.
7 – Percezione sottile del proprio corpo e dell’apparato fonatorio.
8 – Orecchio I:
- Cenni di anatomia;
- L’orecchio e le sue funzioni.
9 – Cavità Orale I:
- Cenni di anatomia;
- La cavità orale e le sue funzioni.
10 – Mandibola I:
- Cenni di anatomia;
- La mandibola e le sue funzioni.
11 – Mascella:
- Anatomia e funzioni.
La Lingua I:
- Cenni di anatomia;
- La lingua e le sue funzioni.
12 – Il Riscaldamento Vocale.
13 – I principali risuonatori sovraglottici II:
- La maschera.
14 – Relazione mandibola-mascella.
15 – Percezione profonda del proprio corpo e dell’apparato fonatorio.
16 – Cavità Nasale II:
- Struttura e caratteristiche.
17 – Cavità Nasale III:
- Il setto nasale;
- I turbinati.
Cavità Nasale IV:
- Il setto nasale;
- Il diaframma sellae.
18 – Cavità Nasale V:
- I seni frontali;
- I seni etmoidali.
19 – Cavità Nasale VI:
- Lo sfenoide;
- I seni sfenoidali.
20 – Orecchio II:
- Riconoscere per riconoscersi.
- Le tube di Eustachio.
21 – Le corde vocali I:
- Cenni di anatomia;
- Le corde vocali;
- La fonazione.
22 – Le corde vocali II:
- Le mucose.
23 – Le corde vocali III:
- I legamenti;
- Il muscolo vocale;
- Il crico-tiroideo;
- I meccanismi vocali.
24 – Orecchio III:
- Udire e ascoltare;
- L’equilibrio;
- Come l’orecchio guida la voce.
25 – La Faringe:
- Anatomia;
- Struttura;
- Funzioni.
26 – Il Palato Molle:
- Anatomia;
- Struttura;
- La Copertura del Suono;
27 – Le vocali.
28 – Appoggio e Sostegno
29 – Cavità Orale II:
- Le tensioni nella muscolatura facciale;
- Mimica e suono.
30 – Laringe III:
- Verticalità e orizzontalità;
- La funzione di valvola.
31 – I principali risuonatori sovraglottici III:
- La laringe come risuonatore.
32 – La Laringe IV:
- Corde Vocali;
- Corde Vocali False;
- Ventricoli di Morgagni.
33 – L’attivazione pelvica:
- Il sostegno;
- La stabilizzazione;
- La profondità
34 – La lingua II:
- L’articolazione della consonanti.
35 – I registri Vocali I:
- La qualità della vibrazione della mucosa delle Corde Vocali.
- La differenza tra Meccanismi Vocali e Registri Vocali.
36 – Percezione funzionale del proprio corpo e dell’apparato fonatorio
37 – Cavità Nasale VII:
- Caratteristiche vibratorie;
- Collegamenti sonori.
38 – I Parametri della voce I:
- Brillantezza.
39 – I Parametri della voce II:
- Vibrato.
40 – I Parametri della voce III:
- Vocale.
41 – I Parametri della voce IV:
- Suono Fondamentale.
42 – Le Formanti della Brillantezza:
- Le formanti primarie;
- Le formanti superiori.
43 – Registri Vocali II:
- R1 (Voce di petto).
44 – Registri Vocali III:
- R2 (Voce di testa).
45 – Registri Vocali IV:
- R0 (Vocal Fry).
46 – Registri Vocali V:
- R3 (Falsetto);
- R4 (Fischio della Glottide).
47 – I Passaggi di Registro I:
- P 1/2 (il misto o passaggio Petto/Testa);
- P 2/3 (il semifalsetto);
- P 0/1 (i suoni contrabbassi).
48 – Altri risuonatori sovraglottici:
- Le orecchie come risuonatore;
- Il tentore del cervelletto;
- Le vertebre cervicali.
49 – Diaframmi e Catene Diaframmatiche.
50 – I Sentieri della Voce:
- I sentieri 1 e 2;
- Il sentierio 6;
- Il sentiero 5;
- Il sentiero 4;
- Il sentiero 3.
51 – I principali risuonatori subglottici I:
- Il Cingolo Scapolare.
52 – I principali risuonatori subglottici II:
- La gabbia toracica.
53 – I principali risuonatori subglottici III:
- Il diaframma respiratorio.
54 – I principali risuonatori subglottici IV:
- La cavità addominale.
55 – I principali risuonatori subglottici V
- Il bacino;
- Il pavimento pelvico.
56 – I principali risuonatori subglottici VI:
- La colonna vertebrale.
57 – I Passaggi di Registro II (P1/2):
- M1 in mix M2;
- M2 in mix M1;
- Il belting;
- Il Mix;
- Il Legit;
- La messa di voce.
58 – Consonanti, Sillabe e Articolazione di un testo.
59 – Altri Risuonatori del Corpo I:
- Le articolazioni della gambe.
60 – Altri Risuonatori del Corpo II:
- Le articolazioni della braccia.
61 – Altri Risuonatori del Corpo III:
- I muscoli.
62 – Altri Risuonatori del Corpo IV:
- Le mucose.
63 – Altri Risuonatori del Corpo V:
- I tessuti connettivi.
PROGRAMMA EAR-TRAINING, INTONAZIONE E ARMONIA delle lezioni di armonia e canto jazz e dei corsi di armonia e canto jazz
1 – Relazione con il corpo, relazione con il suono:
- Percezione dei suoni
- Analisi di base;
- Ear training di base.
2 – Il tempo ed il ritmo I:
- I ritmi in 2;
- I ritmi in 3;
- I ritmi in 4;
- I ritmi in 6;
- I ritmi in 8;
- I ritmi in 9.
3 – La scala Maggiore ed i relativi Intervalli:
- La scala maggiore l’intervallo di ottava;
- Gli intervalli di quinta giusta e quarta giusta;
- Gli intervalli di terza maggiore e sesta maggiore;
- Gli intervalli di seconda maggiore e settima maggiore.
4 – Le scale Minori ed i relativi Intervalli:
- La scala minore naturale;
- La scala minore armonica;
- La scala minore melodica;
- Gli intervalli di terza minore e sesta minore;
- Gli intervalli di settima minore;
- La seconda minore e la seconda aumentata.
5 – Le Triadi:
- Le triadi maggiori;
- Le triadi minori;
- Le triadi diminuite;
- Le triadi aumentate.
6 – La costruzione degli accordi per terze I:
- Le triadi costruite sulla scala maggiore;
- Le triadi costruite sulla scala minore naturale;
- Le triadi costruite sulla scala minore armonica;
- Le triadi costruite sulla scala minore melodica
7 – Intervalli e Scale Particolari:
- Salti superiori all’ottava;
- Il tritono;
- La scala maggiore armonica;
- Le scale pentatoniche.
8 – I Modi della Scala Maggiore:
- Dorico;
- Frigio;
- Lidio;
- Misolidio;
- Eolio;
- Locrio;
9 – Modi della Scala Minore Melodica:
- Frigio maj6;
- Lidio aug (#5);
- Lidio b7 o misolidio #4;
- Misolidio b6;
- Eolio b5 o locrio maj2;
- Superlocrio o Alterato o Locrio b4.
10 – I Modi della Scala Minore Armonica:
- Locrio M6;
- Ionico #5;
- Dorico #4;
- Frigio Maggiore;
- Lidio #2;
- Superlocrio dim7 o Ultralocrio o diminuito.
11 – I Modi della Scala Maggiore Armonica:
- Dorico b5;
- Frigio b4
- Lidio minore o Lidio m3
- Misolidio b2
- Lidio più che aumentato o Lidio #2 / #5;
- Locrio 7dim.
12 – La costruzione degli accordi per terze II:
- Gli accordi di settima costruiti sulla scala maggiore;
- Gli accordi di settima costruiti sulla scala minore naturale;
- Gli accordi di settima costruiti sulla scala minore armonica;
- Gli accordi di settima costruiti sulla scala minore melodica;
- Gli accordi di settima costruiti sulla scala maggiore armonica.
13 – V7, la settima di dominante:
- Intonazione dell’accordo V7;
- Significato ed importanza del tritono;
- Intonazione delle scale sull’accordo V7;
- La scala bebop;
- Le dominanti secondarie;
- Sostituzione di dominante
14 – Altre scale:
- La scala cromatica;
- La scala esatonale;
- Le scale del blues;
- Le scale octofoniche
15 – Il tempo ed il ritmo II:
- I ritmi dispari, il 5;
- I ritmi dispari, il 7;
- Altri ritmi dispari;
- I cambi di ritmo;
- I cambi di tempo;
- Le scomposizioni ritmiche.
16 – Intonazione degli accordi di settima:
- L’accordo maj7;
- L’accordo min7;
- L’accordo semidiminuito (min7 b5);
- L’accordo min maj7 ;
- L’accordo diminuito;
- L’accordo aumentato (maj7 #5 ).
17 – Le Estensioni:
- La nona bemolle;
- La nona la nona diesis;
- L’’undicesima;
- L’undicesima diesis;
- La tredicesima bemolle;
- La tredicesima.
18 – I rivolti:
- Gli accordi con la 3° al basso;
- Gli accordi con la 5° al basso;
- Gli accordi con la 7° al basso;
- Altri rivolti ancora.
19 – La successione II – V – I:
- La successione II-V-I toni guida
- Tensioni nella successione II-V-I;
- L’anatole.
20 – Armonia quartale:
- Gli accordi costruiti per quarte.
21 – Armonia per quinte:
- Gli accordi costruiti per quinte.
22- Improvvisazione I:
- L’improvvisazione con la scala maggiore;
- L’improvvisazione con le scale minori;
- L’improvvisazione modale;
- L’improvvisazione nel blues.
23 – L’improvvisazione nelle altre musiche del mondo:
- Cenni sulla musica indiana;
- Cenni su Sruti (“note”) e Raga (“scale”) della musica indiana;
- Il canto armonico ad una cavità;
- Il canto armonico a due cavità;
- Cenni sulla musica araba.
24 – Improvvisazione 2:
- Cadenze e progressioni armoniche fondamentali;
- Improvvisare su uno standard jazz;
- Lo scat;
- Il vocalese;
- Il walking bass;
- L’improvvisazione nel free jazz;
- Ritmi, poliritmi e spostamento degli accenti.
REPERTORIO delle lezioni di armonia e canto jazz e dei corsi di armonia e canto jazz
1 – Repertorio individuale
2 – Repertorio corale
3 – Stili e Vocalità I:
- Gospel e spiritual.
4 – Stili e Vocalità II:
- Blues;
- Soul;
- Funkye
5 – Stili e Vocalità III:
- Dixieland;
- Big band;
- Swing
6 – Stili e Vocalità IV:
- Bebop;
- Hardbop;
- Postbop.
7 – Stili e Vocalità V:
- Cool;
- I grandi crooner;
- Vocalise.
8 – Stili e Vocalità VI:
- Choro;
- Bossanova;
- Musica latina;
- Musica caraibica.
9 – Stili e Vocalità VII:
- Freejazz;
- Avanguardia;
- Fusion;
- Modern jazz.
10 – L’Io e il Se nella relazione col repertorio I:
- Come rimanere in contatto col corpo durante una performance.
11 – L’Io e il Se nella relazione col repertorio II:
- Come rimanere in contatto col suono durante una performance.
12 – L’Io e il Se nella relazione col repertorio III:
- Come rimanere in contatto col Sé durante una performance.
QUESTIONI TECNICHE
1 – Sul palco e in studio:
- L’uso del microfono in studio;
- L’uso del microfono sul palco;
- Gli effetti;
- L’equalizzazione della voce;
- Il sound check.
VARIAZIONI SUL PROGRAMMA
1 – Il programma esposto potrà subire modifiche dettate da:
- Eventuali problematiche specifiche di ogni allievo
- Difficoltà ritmiche, di intonazione, o altro;
- Problemi fisiologico-vocali specifici;
- Difficoltà nel prendere contatto e/o rilassare una determinata parte del corpo;
- Repertorio musicale personale.
