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I simboli e il suono
I simboli e il suono. Il suono è simbolo e ogni simbolo contiene un suono, una frequenza, un’oscillazione.
Prima di divenire linguaggio simbolico più articolato in musica, il suono è la materia vibrante, oscillante e pulsante da cui parola, canto e musica prendono vita.
Il suono è un segno che rimanda immediatamente e simbolicamente all’universo quotidiano del nostro scibile, sia esso il mondo naturale, urbano, mnemonico, arcaico o recente.
Esso è già di per sé un simbolo che informa ogni nostro altro senso, è cioè un vascello simbolico che porta informazioni sottili che, dall’orecchio e dalla pelle, vengono trasmesse a tutta la nostra persona fisica, psichica e metafisica.
Il suono è un simbolo universale dell’inconscio collettivo.
“I simboli e il suono” e la voce
La voce, cantata o parlata, è capace di tradurre il simbolo in materia udibile e tangibile.
La voce è il luogo dove il suono imprime i propri simboli, trasformandoli in energia vitale vibrante, oscillante e pulsante.
Ogni segno, ogni colore, ogni forma e ogni sollecitazione che informa simbolicamente la voce, le offre un elemento, una qualità, uno stimolo per trasformarsi ed evolvere.
Il sistema vocale è capace di ricevere e trasformare i simboli, nell’ora e qui, traducendoli in:
- movimenti per il corpo,
- sostegno e radicamento per tutto il suono vocale,
- colori e forme, che plasmano le vocali,
- materia sonora ad arricchire la musica andando oltre la nota.
“I simboli e il suono” e la musica
Al di là dei simboli che caratterizzano il segno musicale scritto, note, chiavi, numeri, forme, la musica è composta di materia acustica, simbolica e spesso archetipica.
La musica tocca il nostro orecchio, che invia informazioni e messaggi a tutto il corpo, compreso il corpo sensoriale e quello emozionale.
Quando ascoltiamo un brano, riceviamo molti stimoli simbolici che il nostro sistema vocale traduce, poi a sua volta, in suoni di altra natura.
Dall’energia di un simbolo la voce da vita a “suoni nuovi”, la nuova materia acustica che può arricchire tanto chi canta, quanto chi vuol creare musica, come per esempio durante un momento di improvvisazione collettiva.
Quando interpretiamo un brano musicale, stimolati da un simbolo di natura universale, la musica reagisce a seconda dello stimolo, arricchendosi di materia sonora che ne nutre ogni parte.
Così il brano acquista:
- Coerenza e accuratezza,
- Forme differenti,
- Vitalità.
Immersi nella bellezza del paesaggio della Tenuta di Fassìa (Gubbio, PG), importante centro olistico nel cuore dell’Umbria, saremo a contatto con la natura a trecentosettanta gradi, potendo fruire di un’ampia sala di lavoro e godendo di esperienze all’aria aperta.
Nel corso delle tre giornate si alterneranno:
- esperienze corporee,
- senso-percettive e propriocettive,
- individuali e collettive,
- canti di gruppo,
- improvvisazioni vocali,
- lezioni individuali,
- meditazioni serali.
Prevedendo attività sia nella splendida “Sala Germogli” che all’aria aperta.
Il valore del simbolo nella didattica vocale
Nelle civiltà antropologiche di tutto il mondo, il simbolo è l’essenza del nostro linguaggio più originario: un traghettatore, che guida l’inconscio a ritrovare brandelli dell’anima, per ricucirli e integrarli assieme, realizzando l’unione di corpo, mente e spirito.
I simboli e la voce duettano assieme dalla notte dei tempi.
Il simbolo
La parola simbolo viene dal greco (syn+ballo) con i significati di mettere insieme, ricomporre, riunire. Già nel suo etimo, dunque, contiene il senso profondo della sua funzione, al contempo fisica e psichica.
I simboli sono vivi. Essi sono capaci di informare e comunicare con l’inconscio somatico, con l’organismo e con le sue funzioni primarie, con il nostro sistema nervoso. Possono raggiungere le profondità della memoria ancestrale, individuale e collettiva.
Naturali o culturali che siano, i simboli sono contemporaneamente immagini ed emozioni.
I simboli sono pura energia psichica. Ad essa possiamo attingere se siamo in grado di entrarvi in contatto profondo, come accade nei sogni o quando cantiamo.
I simboli e la voce
Il sistema vocale è composto di organi altamente ricettivi al potere simbolico, in quanto essi stessi portatori di simboli incarnati:
- la croce nelle corde vocali,
- il labirinto nell’orecchio,
- il mandala nell’occhio,
- il serpente nella lingua,
- la caverna nelle cavità nasali o nella cavità orale.
Quando cantiamo tutti i nostri simboli incarnati vengono attivati dal suono: un traghettatore ancestrale. Attraversando la materia, fisica e psichica, ci porta sul piano dell’astrazione, l’ambiente ideale per la musica e a sua volta un linguaggio ricco di simboli.
Il linguaggio dei simboli nella pratica vocale
Il linguaggio astratto dei simboli, quando si traduce in suono vocale, amplifica la nostra sensibilità ai codici dell’immaginario. Attivando l’emisfero destro del cervello, ci mostra altre sfumature della realtà.
I simboli rappresentano una risorsa per chi canta, per chi recita e per chi usa la voce in generale. Elevano le frequenze, portando la voce in uno stato di calma vitale, dove la fatica fa posto al piacere e al flusso libero dell’espressione vocale. Producono inoltre trasformazioni nella qualità della voce e di tutta la persona.
Donatella Livigni, 3/6/2025
Immersi nella bellezza del paesaggio della Tenuta di Fassìa (Gubbio, PG), importante centro olistico nel cuore dell’Umbria, saremo a contatto con la natura a trecentosettanta gradi, potendo fruire di un’ampia sala di lavoro e godendo di esperienze all’aria aperta.
Nel corso delle tre giornate si alterneranno:
- esperienze corporee,
- senso-percettive e propriocettive,
- individuali e collettive,
- canti di gruppo,
- improvvisazioni vocali,
- lezioni individuali,
- meditazioni serali.
Prevedendo attività sia nella splendida “Sala Germogli” che all’aria aperta.
L’uso della voce nella didattica
L’uso della voce nella didattica è fondamentale per trasmettere emozioni, coinvolgere gli studenti e facilitare l’apprendimento. Tuttavia, un uso prolungato e inappropriato può portare a malattie professionali come disfonia, laringiti, faringiti e tracheiti. Per prevenire questi problemi, è essenziale adottare pratiche come l’idratazione, il riscaldamento vocale, tecniche di respirazione e pause vocali.
L’efficacia della comunicazione in aula può essere migliorata variando il tono, utilizzando un volume adeguato, facendo pause strategiche e articolando chiaramente. Gli insegnanti dovrebbero anche adottare tecniche di cura della voce, come esercizi di riscaldamento e raffreddamento, evitare sforzi vocali e consultare professionisti in caso di problemi persistenti.
La comunicazione non verbale, inclusi gesti, espressioni facciali, postura e contatto visivo, è altrettanto importante per creare un ambiente di apprendimento coinvolgente e produttivo. Gli insegnanti dovrebbero considerare la voce come uno strumento prezioso e investire tempo ed energie per preservarla e utilizzarla al meglio.
In sintesi, una comunicazione verbale chiara e una comunicazione non verbale consapevole possono fare la differenza nel successo educativo, creando un ambiente di apprendimento positivo e produttivo.
